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L’autore, osteopata e docente di vecchia data, pur nella consapevolezza che la materia osteopatica possa essere trasmessa solo attraverso la relazione diretta docente-allievo, ha voluto tentare l’avventura di razionalizzare un metodo, in buona parte originale, che si basa su concetti difficilmente quantificabili e classificabili secondo i canoni correnti.
La letteratura specifica, nel campo dell’osteopatia, lamenta, soprattutto in Italia, gravi lacune in merito a uno degli argomenti più attuali, studiati e dibattuti, oggi: la fascia. Le recenti acquisizioni sulla fisiologia dei tessuti connettivi propongono il ruolo importante delle strutture fasciali nella genesi, ma soprattutto, nel mantenimento della sindrome da disfunzione di mobilità . In particolare, le Scuole italiane di osteopatia fanno registrare un’endemica carenza di pubblicazioni con funzione di guida e supporto per gli allievi.
Questo libro non colmerà , di sicuro, tali lacune ma si pone l’obiettivo di stimolare i docenti a ordinare e mettere su carta (così come si faceva una volta) le loro idee e le tecniche che quotidianamente trasmettono durante il loro impegno formativo. L’autore, osteopata e docente di vecchia data, pur nella consapevolezza che la materia osteopatica possa essere trasmessa solo attraverso la relazione diretta docente-allievo, ha voluto tentare l’avventura di razionalizzare un metodo, in buona parte originale, che si basa su concetti difficilmente quantificabili e classificabili secondo i canoni correnti.
Il libro è destinato a osteopati e studenti che abbiano compiuto studi aggiornati e approfonditi nel campo della fascia e che cerchino di ampliare la gamma degli strumenti che, pur rispettando il principio di minima invasività , dimostrino la loro efficacia nel contribuire alla risoluzione di problemi quali disfunzioni, algie, riabilitazione pot-traumatica e post-chirurgica, ottimizzazione della postura e delle prestazioni motorie.